STAR ACADEMY: TANTA MEDIOCRITA’ E POCA QUALITA’
Ottimo inizio per un programma che doveva essere destinato alla schiera dei “format copiati da”, fenomeno ormai consueto sul nostro scermo in questi ultimi mesi.
Sul jingle di “we will rock you” e poi sulle note di “vivo per lei”, si apre la prima puntata della prima edizione del nuovo talent show canoro di Rai2; Star Accademy.
Nonostante la partenza prevenuta, dettata forse dalla disperata voglia di novità televisiva, durante i primi minuti del programma siamo rimasti tutti incollati al teleschermo; la sigla, cantata ad arte, è riuscita ad intrigarci, a creare un’atmosfera magica, che è stata subito distrutta con l’entrata in scena di Francesco Facchinetti, il cui talento di presentatore è direttamente proporzionale alla sua bravura da cantante, a voi il giudizio!
Ad accompagnarlo in questa avventura troviamo però una giuria di nomi importanti: Ornella Vanoni, Lorella Cuccarini, Roy Paci e Nicola Savino, dei tecnici qualificati, competenti e affermati in questo settore dell’intrattenimento. Scelta forse controtendenza e di cui Facchinetti sarà rimasto spiazzato, visto che proprio lui ha dovuto vedere seduto tra i giudici Simona Ventura, Claudia Mori e Anna Tatangelo, tutto tranne che volti qualificai!
Il meccanismo di questo programma, non è nulla di innovativo, molto simile al solito clichè del talent canoro; 16 ragazzi, preparati da quattro tutor (Gianluca Grignani, Ron, Mietta e Syria) ogni settimana si trovano ad esibirsi sul palco. Alla fine della serata viene stilata una classifica, media dei voti della giuria in studio e del televoto da casa, e le ultime tre posizioni si troveranno a rischio eliminazione. Per tale motivo all’inizio della puntata seguente si scontreranno decretando due vincitori e un’eliminato.
La gara è stata articolata in un crescendo di duetti e esecuzioni corali, che dal punto di vista dello spettacolo sono molto più apprezzabili e coinvolgenti della singola esibizione, ma assolutamente poco adatti ad individuare il talento dei concorrenti.
Ieri sera sul palco si sono esibiti:
- GAETANO, 22enne di Firenze, ragazzo con una straordinaria qualità vocale e un bellissimo tono naturale.
- IRENE G, 26 anni da Montecchio Maggiore vicino a Vicenza una ragazza dal look molto particolare e personalità da personaggio. Una voce mediocre, molto da karaoke.
- FABIO M, 21enne, comparso in tv l’anno scorso quando è arrivato secondo a Castrocaro, la sua voce risulta troppo urlata e banale.
- JULIA, 28 anni di Roma con ottima padronanza della voce e una bellissima estensione.
- MATTIA C, 21 anni da Lecco, peccato per la bella voce ma è veramente poco intonato.
- ALESSIO T, 28enne torinese con una voce rock molto acuta.
- SIMONA G, 24 anni da Taranto. Banale e stonata!
- CHANTAL, 19 anni, nata in Tanzania ma residente a Savona, con una magnifica voce black simile, forse troppo a Malika. Ha un’ interessante vocalità da educare e plasmare.
- FRANCESCA R, 18 ani da Roma, con una voce molto comune quasi banale e poco personale.
- THOMAS, 22enne Milanese dalla voce molto graffiata, profonda, calda, pop e molto piacevole.
- MANUELA M, 21 anni dalla Sardegna con una voce intonata ma un po troppo “banalotta”
- MARTINA M, da Napoli. Voce molto simile alla Amoroso, molto bella, calda e precisa.
- MARIO A ,27 anni da Milano con una voce precisa e intonata ma molto nella norma.
- FEDERICA, 14 anni da Begamo, con una voce carina ma troppo immatura. Ha anche pochissima, anzi nulla, presenza scenica.
- ALESSANDRA N, 16 anni da Sassuolo. Si muove troppo sulla scena, è sguaiata e ha uno stile misto tra finto lirico e il cantilenato.
Ciò che notiamo, sopratutto dai commenti, è la grande carenza di qualità, tanti cantanti, ma tutti molto banali, usuali e scontati, nulla di eccezionale! Si distinguano tra questi Julia, Thomas, Martina e Chantal, che effettivamente hanno dimostrato di avere una marcia in più rispetto agli altri.
Questa valutazione di qualità è venuta naturale, sopratutto quando Marco Mengoni, ospite della serata, si è messo a duettare con alcuni ragazzi, rivelando il loro livello qualitativo, forse troppo basso rispetto agli standard a cui Xfactor ci aveva abituato!
La grande pecca della serrata è stata lPERò a presentazione; Facchineti risulta sempre molto fastidioso, non sa gestire per nulla le dinamiche e crede che con quel suo fare da “amicone” si possa tamponare tutto. Inoltre gli hanno affidato il gelato in mano e non un microfono applicato sul bavero della giacca e con questo risulta ancora più improvvisato. Credeva di poter gestire questo oggetto come Maria DeFilippi, da sempre fan del microfono a gelato, ma solo lei lo sa usare senza impegnare e farsene accorgerne; è un arte!
Nonostante i dati auditel lo diano già come perdente (6,41% con 1.352.000 di telespettatori), personalmente ho trovato il format abbastanza apprezzabile. Mi sembra studiato bene e con dinamiche un pochino più nuove rispetto alle solite, quanto meno si è voluto osare un poco di più.
Ottima la scelta delle canzoni, le clip erano perfette e con un buon ritmo e la scrittura della serata non era assolutamente lasciata al caso.
Adesso la domanda è: continuerà ad andare in onda o verrà archiviato insieme ai tanti flop Rai degli ultimi tempi?










