“ME LO DICONO TUTTI”: IL RITORNO DI JOCELYN
Dopo le quattro puntate di prova andate in onda a maggio, è ritornato ieri sera su Rai Uno “Me lo dicono tutti”, format diretto da Jocelyn, condotto da Pino Insegno. Obiettivo del programma: far passare una giornata da persone comuni a personaggi dello spettacolo, un misto tra “Una giornata particolare”, “Candid camera” e “Scherzi a parte”, ovviamente al contrario, le povere vittime sono, infatti, i poveri passanti o clienti, alle prese con attori, calciatori e cantanti in vesti per loro insolite.
Così nella prima puntata abbiamo visto Anna Falchi cameriera in un back drive; Pippo Franco improvvisato noleggiatore di automobili; Francesco Pannofino alla frontiera slovena in divisa a fermare gli automobilisti; Maria Grazia Cucinotta e Katia Ricciarelli come commesse e infine Christian Panucci e Aldo Montano, rispettivamente nei panni di un venditore ambulante e di un veterinario. Una sorta di candid camera ai danni di chi si troverà di fronte i suoi beniamini come
non avrebbe mai immaginato, o magari come non avrebbe mai voluto, visto che molto spesso non sono così ferrati nella loro improvvisata professione destando ovviamente sospetti nonché malcontenti. Fa sorridere vedere le facce dei poveri sfortunati (o fortunati, dipende dai punti di vista) imbattersi nelle stranezze compiute dagli sbadati personaggi, ma ancora più divertente è la piccola “vendetta” che questi saranno costretti a subire dalle povere vittime, arrivate in studio per l’occasione.
In onda dall’Auditorium Rai di Napoli, dopo il trasferimento di “Ti lascio una canzone” all’Auditorium del Foro Italico di Roma, “Me lo dicono tutti” rappresenta anche il ritorno alla regia di Jocelyn, regista e autore televisivo di origine francese che ha collezionato una serie interminabile di programmi di successo nella Rai degli anni ’90. Se pensiamo a Jocelyn pensiamo al longevo prime time di Carlo Conti “In bocca al lupo”, ma soprattutto a “Sette per uno” o a “Il grande gioco dell’oca”. Chi lo conosce bene sa che la sua televisione si caratterizza per dinamicità, freschezza e buona scrittura; ma soprattutto si tratta di una televisione innovativa, che rompe un po’ rispetto agli schemi di riferimento, all’offerta concorrente ed è probabilmente proprio questo che ne ha sempre decretato il suo successo. Il ruolo del regista è sempre stato principe all’interno delle sue creazioni, un po’ come fa il Michele Guardì de “I fatti vostri”, ma molto meno invasivo e privo di fiducia nei confronti dei conduttori che nel caso del famoso “Comitato”, risultano spesso delle pedine messe lì davanti al video a leggere un copione senza possibilità di cambiare nemmeno una virgola.
Al contrario Pino Insegno ha molto spazio, come è giusto che sia, all’interno del suo programma, ne tira le fila rivestendo perfettamente il ruolo di narratore che gli compete nella presentazione dei vari sketch, anche se non è perfettamente adatto per programmi del genere, nasce come comico e doppiatore e sarebbe il caso che tornasse a far quello. Jocelyn non interviene direttamente nella conduzione, la sua impronta però è comunque fortemente visibile dalla regia, ma il punto è che al di là di come il programma viene presentato ciò che non convince è il contenuto, un ibrido senza né capo né coda di cui è difficile definire una precisa identità e questo destabilizza soprattutto nel momento in cui ci si rende conto che dietro tale programma c’è Jocelyn, che ovviamente riconduciamo a tutt’altra televisione. “Me lo dicono tutti” non rappresenta nulla di nuovo, rientra perfettamente all’interno di quello che è lo stile familiare e conviviale di Rai Uno, anzi, strano che non ci sia Carlo Conti a condurlo; una fusione tra qualche programma di successo, già visto e rivisto, che può risultare divertente al primo o al secondo scherzo, mentre al terzo inizia a diventare pesante e ripetitivo. Nemmeno Jocelyn ci ha salvati dal degrado televisivo di questi ultimi anni: tutti noi che, leggendo nuovamente il suo nome, avevamo sperato nella sua creatività o creduto per un attimo che almeno lui sarebbe riuscito a tirarci fuori da questa situazione di stallo creativo, ci siamo dovuti ricredere. Non perdiamo la speranza che qualcuno prima o poi venga a “salvarci”, ma state pur certi che non sarà questo il caso!










