“I MENU’ DI BENEDETTA”: IL FENOMENO REAL TIME ARRIVA A La7
«Era un impegno mostruoso, facevo tutto da sola: la spesa, sceglievo le ricette, cucinavo a casa. L’ elettricità la
pagavo io, per i rimborsi delle cose che compravo dovevo presentare gli scontrini e prima sottrarre quello che
tenevo per me. Sentivo il bisogno di aiuto». E questo aiuto gliel’ha offerto proprio La7. Ricorda così Benedetta
Parodi la rubrica di Studio Aperto “Cotto e Mangiato”, che l’ha portata al successo. Lei giornalista affermata, alla
conduzione del secondo tg Mediaset, deve infatti la sua fama, non tanto al mondo dell’informazione quanto a
quello dei fornelli, dove non nega di sentirsi quasi più a suo agio. Ma l’esperienza a Italia 1 era evidentemente
arrivata a un punto di non ritorno considerando il fatto che la Parodi non abbia avuto troppe esitazioni ad
accettare la proposta di La7, nell’anno in cui quest’ultima si presenta come una delle Reti dal palinsesto più ricco e
rivoluzionario, soprattutto rispetto all’offerta pubblica. Qual’è stato il pregio della proposta di La7? Certamente
quello di offrirle quello che ha sempre desiderato, soprattutto in termini di fiducia: un programma suo, non solo
una semplice rubrica, e uno studio, magari il più somigliante possibile ad un’accogliente cucina casalinga, ma
distante qualche chilometro dalla propria abitazione per poter scindere, come ogni donna lavoratrice, l’aspetto
professionale da quello familiare. Così non è stato in casa Mediaset, e se per un po’ il “clima da sagra”, con
cameraman e luci sparsi per casa Caressa, ha divertito la coppia con figli annessi, ora aveva raggiunto livelli
difficilmente sopportabili, e questo è più che comprensibile.
Così lunedì 19 settembre Benedetta Parodi ha debuttato alle 12.30 dal suo nuovo studio di La7 con “I Menù di
Benedetta”. Un’ora prima del telegiornale, mezz’ora dopo l’inizio de “La prova del cuoco” di Antonella Clerici,
quando massaie e casalinghe si aggirano per casa immerse nell’odore del ragù che cuoce lentamente sul fuoco,
aspettando l’arrivo dei figli da scuola o del marito dal lavoro. La Parodi sembra essere una di loro e non ci vuole
molto a capirlo, basta il suo arrivo nello “studio – salotto” dalla porta d’ingresso, stanca e affannata, con le buste
della spesa al seguito. Ed è qua che sta il punto di forza: nell’identificazione che la famosa “casalinga di
Voghera”, citata spesso sui manuali di comunicazione, riscontra con la conduttrice che altro non sembra se non un
essere umano come noi, con i suoi errori (e lo dimostrano i tanti fuori onda in cui la sbadata Benedetta ne
combina di ogni tipo), le sue dimenticanze, i suoi limiti, che non cerca assolutamente di nascondere, anzi di
esaltare. Quella semplicità e spontaneità che per anni Antonella Clerici ha cercato di far passare attraverso le sue
gaffes o la completa sincerità nei confronti dello spettatore, ovviamente con l’intento di dare l’idea di un grande
famiglia che a mezzogiorno in punto si riunisce in uno studio Rai di Roma per accogliere all’interno della sua
cucina chi ha piacere di “pranzare” con lei.
Il punto è che la Parodi fa qualcosa di più rispetto a “La prova del cuoco”, pur sempre caratterizzata dall’aspetto
del game (la gara tra i cuochi), ma soprattutto dall’idea di cucina come un’arte alla quale approcciarsi con il
dovuto rispetto, insomma, esaltando i prodotti di stagione e boicottando i surgelati, quelli che al contrario la
Parodi consiglia, non per gusto forse ma per comodità. Invita lo spettatore direttamente a casa sua, nella sua
cucina (che ormai non è più sua, ma sembra davvero essere così) e lì dentro ci fa rivivere gli affanni di ritorno dal
lavoro, il pranzo da preparare a tempo di record, ma anche i pomeriggi o le mattinate passate a spadellare con
parenti o amici raccontandosi i più importanti segreti; chi di voi non l’ha mai fatto almeno una volta?
Questo è un aspetto che ritroviamo spesso nella televisione degli ultimi tempi: quel bisogno di ricreare la realtà e
di usare attimi di vita vissuta, problemi quotidiani, disagi comuni per creare format da mandare in onda
intrattenendo un pubblico pronto ad identificarsi in essi. Non è un caso, infatti, che scenografia, inquadratura e
soprattutto obiettivo della trasmissione, siano molto simili al programma di Alessandro Borghese “Cucina con
Ale” in onda tutti i giorni sul fortunatissimo canale del digitale terrestre “Real Time”. Già, perché non si tratta
semplicemente di un ulteriore canale di trasmissione, ma di un fenomeno che sta dilagando, perché capace di
attecchire su di un terreno fertile come quello dell’attuale società che ama vedere dal buco della serratura:
matrimoni, cene, addirittura operazioni di vendita o di acquisto di case. Possiamo definirlo il fenomeno “Real
time”, associabile al sempre verde concetto di “spettacolarizzazione della realtà”, del vissuto e di quella vita che
difficilmente sarebbe entrata all’interno di uno studio televisivo, ma che in una televisione pensata come qualcosa
che raggiunge i luoghi da cui trasmettere o che non potendolo fare, finisce per ricrearli affinché siano il più simili
possibili ai reali, sembra essere perfettamente a suo agio. Ciò significa che difficilmente la Parodi intaccherà gli
ascolti di un colosso ormai collaudato come “La prova del cuoco”, ma di certo irromperà in un meccanismo
consolidato, mettendo letteralmente “le mani in pasta”, in un certo tipo di televisione e in un certo modo di farla,
che non sembrano essere più consoni alla società di riferimento e che, a lungo andare, risulteranno sicuramente
più innovativi.
Restiamo a vedere!










