PALINSESTO AUTUNNO 2011: IL NUOVO RUOLO DI LA7 E LE SOLITE POLEMICHE RAI – MEDIASET

Non poteva non iniziare con una polemica il “toto-palinsesto 2011”, come se il pubblico non riuscisse ad interessarsi alle novità, senza un pizzico di tensione: Milly Carlucci e la Rai hanno appena avviato una causa contro Mediaset, motivo? La possibile e quasi certa somiglianza del nuovo programma di Roberto Cenci “Baila”, al longevo e campione d’ascolti “Ballando con le stelle”. A tutto questo non fanno che aggiungersi pagine e pagine di notizie su quella che possiamo definire la “corsa al rimpiazzo”: per una Ventura che se ne va (Supersimo ha firmato con Sky un contratto di due anni), c’è una Balivo che arriva e che, quasi sicuramente prenderà in mano il timone de “L’isola dei Famosi”, come se un anno di pausa dal vedere strani personaggi dispersi in mezzo all’oceano, non ci avesse fatto bene.

Mamma Rai, invece, non ci ha voluto far mancare niente e ha provveduto al rimpiazzo in men che non si dica, state tranquilli, ci aspetteranno mesi duri davanti al teleschermo, ancora Honduras e ancora nomination, ancora naufraghi e ancora, ancora, ancora… Novità anche in casa Mediaset, la più importante sembra essere il ritorno di Paolo Bonolis al preserale: dopo anni di clamorose perdite di ascolti contro la tosta “Eredità” di Carlo Conti, si è finalmente deciso di rispondere a tono, facendo tornare il conduttore romano alla guida di quella fascia di palinsesto che lo ha reso celebre, spalancandogli le porte del successo a tutto tondo, grazie all’esilarante “Tira e Molla”, uno dei più bei preserali che la televisione italiana abbia mai prodotto, quando ancora il game show non aveva preso il sopravvento sul varietà e quando l’intrattenimento di Paolo Bonolis valeva più di mille “ghigliottine” dell’Eredità. Cambio storico anche a “Le Iene”, Luca e Paolo, sembrano abbandonare la celebre trasmissione della seconda rete Mediaset per approdare a “Scherzi a parte”, speriamo siano capaci di ridare luce ad uno dei programmi di punta degli anni ’90 che negli ultimi tempi è stato praticamente dimenticato e affidato a impensabili e, in alcuni casi, inopportune coppie di conduttori.

La novità più grande del palinsesto 2011 sta però nel ruolo che potrà ritagliarsi La7 in tutto questo, non solo a livello di ascolti, ma soprattutto a livello qualitativo e, se vogliamo, anche culturale, provando a diventare davvero il terzo polo televisivo e abbattendo quel duopolio che da sempre è stato nelle mani di Rai e Mediaset. Non è un’utopia, ma una realtà, considerando l’ascesa che ha registrato in questi ultimi mesi e i nomi di punta che si è accalappiata negli ultimi tempi, molti dei quali arrivati proprio dalla stessa Rai. È chiara la sua volontà di ritagliarsi un ruolo di punta nel genere dell’informazione e del talk show, dal momento che c’è tutta l’intenzione di confezionare, come del resto ha fatto anche quest’anno, un palinsesto interamente incentrato sull’approfondimento e questo, si sa, in certi tempi risulta altamente redditizio a livello di ascolti, immagine e prestigio qualitativo, da sconfiggere ogni confronto. Inoltre ha in mano Roberto Saviano che, insieme a Fabio Fazio, ha condotto, ideato e scritto “Vieni via con me” (con il quale andranno in onda proprio su La7 a maggio 2012) il programma televisivo più visto e seguito della scorsa stagione, quello che non ha sentito la concorrenza di Grandi Fratelli o partite di Champions League e se non si chiama asso nella manica questo, come lo vogliamo chiamare?

Stiamo attenti, dunque, a considerare solo le novità televisive per la prossima stagione che riguardano semplicemente Rai e Mediaset; il raggio di interesse del pubblico della televisione generalista (Sky e abbonamenti a parte) si è ampiamente allargato: lo spettatore è mosso da interessi diversi, cerca qualcosa di nuovo che non sia solo un cambio di conduzione o un rinnovamento di ciò che ormai conosce all’inverosimile. Prendiamo, dunque, in considerazione il taglio che La7 ha deciso di dare al suo palinsesto, confrontiamolo con quello di Rai e Mediaset e cerchiamo di capire quanto siano diversi i bisogni degli spettatori di riferimento, quanto siano distinte le loro richieste e, di conseguenza, il prodotto televisivo che viene loro offerto e a fine stagione facciamone un bilancio; non sarà molto lontano da un totale disinteressamento dello spettatore verso ciò che per lui è già conosciuto e riproposto, anche se con una veste apparentemente diversa, per l’ennesima volta. Per questo, caro Roberto Cenci, io non mi affiderei così tanto al successo di “Ballando con le stelle” creando un “Baila” che sarà, inevitabilmente considerato come la sua brutta copia e mi guarderei un po’ intorno, considerando che se lo spettatore è portato a ricercare altro rispetto alla normale e, per alcuni aspetti, banale offerta televisiva, è anche e soprattutto colpa della pochezza che la televisione, regina dell’intrattenimento (spesso fatto anche male), è in grado di offrirgli.

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