INSIDEOUT”: MELISSA SATTA E LO “SCIENCETAINMENT” DI RAIDUE.
Abbandonati, per fortuna, i panni di cantante a “Lasciami cantare”, Melissa Satta è tornata da un paio di settimane alla guida del nuovo format “Insideout”. Raidue punta sullo “sciencetainment”, ovvero sull’intrattenimento attraverso il delicato argomento della scienza, da sempre trattato sul piccolo schermo da esperti e appassionati indiscutibili: impossibile non citare la famiglia Angela (Piero e Alberto), Alessandro Cecchi Paone, ma anche Mario Tozzi. Affidare alla ex velina la
conduzione di un programma del genere è, senza dubbio, una scelta insolita, un’arma a doppio taglio che potrebbe, da un lato avvicinare un pubblico giovane ad argomenti che a primo acchito possono sembrare noiosi per una prima serata; ma allo stesso tempo allontanare quella fascia di telespettatori più che appassionata che ritiene sbagliata una scelta di questo tipo alla conduzione di una trasmissione il cui oggetto ha bisogno di esperti qualificati per essere diffuso. Difficile
schierarsi da una parte piuttosto che da un’altra se si considera il desiderio di far giungere la conoscenza ad un pubblico più ampio, evitando di racchiuderlo come in una nicchia. Difficile, ma non impossibile perché, come molto spesso accade in televisione, il problema non sta nelle intenzioni, ma nei modi, nelle modalità di realizzazione del prodotto e di raggiungimento dell’obiettivo da parte degli autori. Il problema, dunque, non sta nell’aspirazione di raggiungere un
pubblico più vasto, non solo attraverso un programma più leggero e dinamico, meno statico e ingessato; ma nei mezzi utilizzati per far questo. Melissa Satta, scosciata nel bel mezzo di una location (una sorta di discarica piena di macchine ammassate) che da sola ha un valore metaforico
ben preciso, non fa di certo pensare alla grande somiglianza del nostro mondo verso quell’ammasso di auto, quel degrado che somiglia molto a quello verso cui noi stiamo portando il nostro pianeta.
No, non è di certo questo il nostro primo pensiero, né tanto meno il secondo, quello che potrebbe arrivarci alla mente nel momento in cui la Satta ci introduce i servizi. Per non parlare poi del bodyguard Jimmy che contribuisce a togliergli qualunque piccola pretesa di serietà. Il difetto più grande sta nella scrittura del programma che vorrebbe rendere leggero, accessibile e attraente un argomento che, già di per sé, se si osservano molte trasmissioni passate, lo è, e anche molto. Piero Angela e il longevo “Superquark” o “Passaggio a Nord Ovest” del figlio Alberto, “Gaia” di Mario Tozzi, hanno da sempre riscontrato ottimi risultati d’ascolto, ma soprattutto una perfetta e consapevole costruzione e scrittura del prodotto televisivo. Questi ultimi, inoltre, si differenziano per un motivo ben preciso: la consapevolezza dei conduttori, il fatto che sappiano chiaramente di cosa stiano parlando e riescano a far passare il messaggio al telespettatore, non solo informandolo, ma trasmettendogli la passione di una vita dedicata alla scienza. É chiaro che Melissa Satta non abbia consapevolezza di quello che stia dicendo, e questa non è una critica, ma è un dato di fatto e occorre farci i conti, considerando non per forza lei, che comunque non esce affatto bene da un prodotto di questo tipo, ma l’aspetto autoriale che per forza di cose vi sta dietro. Non è pensabile alleggerire un argomento del genere, al fine di renderlo accattivante e perfetto per la logica televisiva dilagante; non è pensabile perché finisce per snaturare quello che si vorrebbe fosse l’oggetto della trasmissione. Insomma non si può pretendere di fare un programma di scienza sulla base del canovaccio di “Paperissima Sprint”, perché davvero ogni tanto ci è anche capitato di pensare a quanto i siparietti con il bodyguard Jimmy siano simili a quelli della Palmas con il Gabibbo prima del lancio dei video amatoriali degli ascoltatori; con la differenza che qua si mandano in onda filmati presi direttamente dai documentari di Galileo, Discover e BBC e che il Gabibbo e la Palmas sono sicuramente una coppia migliore della Satta e del bodyguard, almeno fanno ridere.










