SGARBI DEBUTTA IN PRIMA SERATA E NOI CI SALVIAMO CON LA BUONA MUSICA!

“Aprirò con un monologo di 22′, due in più di quelli riservati a Saviano in Vieni Via con Me”.
Questa la dichiarazione di Sgarbi a pochi giorni dalla prima puntata, e così è stato. Palese, infatti, fin dall’inizio il riferimento alla fortunata trasmissione di Fabio Fazio e dello scrittore napoletano.
Palese e a tratti anche fastidioso, perché ne leggiamo fin da subito una vena polemica che definirei a dir poco fuori luogo. Avrebbe dovuto intitolarsi “Il mio canto è libero”, ma per evitare ogni polemica con la famiglia di Lucio Battisti si è deciso di cambiarlo in “Ora ci tocca anche Sgarbi. Or vi sbigottirà”. L’egocentrismo del conduttore aleggia nell’aria fin dal titolo, strano sarebbe stato il contrario. Il programma andrà in onda per cinque puntate ognuna delle quali sarà incentrata su un tema preciso: “il Padre”, ovvero Dio, quella andata in onda ieri sera; “La Donna”, “Libertà e Giustizia”, “La Bellezza”, “La Follia”. Obiettivo? Dimostrare che la cultura e l’attualità possono andare in prima serata e ottenere un grande successo di pubblico, come aveva fatto Saviano del resto. Ma Sgarbi avrà la stessa approvazione? Ne dubito fortemente.

Malgrado le polemiche e le possibilità di uno slittamento dell’inizio della trasmissione alla settimana prossima, il tema della puntata è rimasto invariato (“Dio”) anche se protagonista indiscusso resta lui, Sgarbi (il che è preoccupante, soprattutto in riferimento al tema effettivo) con le difficoltà di messa in onda del programma, la possibilità che questo slittasse di una settimana, il suo passato, quelli che lui definisce “i suoi padri”, da Arbore a Papa Luciani passando per Cossiga e Walter Chiari, il tutto presentato ovviamente attraverso gran parte delle sue litigate storiche nei più disparati salotti e programmi televisivi. Un lungo monologo, quello iniziale, interrotto solo da un intervento musicale di Morgan in cui altro non si riscontra se non un’arringa a proprio favore e un attacco, esplicito o meno, nei confronti di giornalisti o di tutti coloro che lo hanno in questi anni
contraddetto o criticato. Ed è qua che Sgarbi viene “mangiato” dall’idea del suo programma, nel momento in cui cade nell’errore di utilizzarlo per sé stesso, nell’attimo in cui sullo schermo appaiono le prime pagine di quotidiani che hanno pubblicato notizie in un suo sfavore, come “il Fatto”, ad esempio, e nel momento stesso in cui piuttosto che far passare quella cultura di cui tanto sente il bisogno di parlare, lascia spazio a polemiche spicciole e fuori luogo, a frecciatine irritanti e
fastidiose nei confronti della trasmissione che ha ottenuto il più grande successo della stagione “Vieni via con me” e del suo personaggio di punta, Roberto Saviano. Ma l’errore più grande, la caduta più bassa nell’autoreferenzialità la riscontriamo nel momento stesso in cui il figlio Carlo mette piede in studio, in contemporanea con il padre di Sgarbi, in collegamento video; lì capiamo che è davvero arrivato il momento di cambiare canale e che di tutto avevamo bisogno in televisione,ma di certo non dell’auto – elogio smisurato di Sgarbi e del suo ego, nonché della sua famiglia o della sua attività di sindaco di Salemi.

Al di là dei contenuti il programma è lento, non c’è ritmo e c’è evidentemente una scaletta che salta per un continuo sforare del suo conduttore che non è più quello di “Sgarbi quotidiani”. Non riesce evidentemente a far presa sul pubblico, non lo appassiona, probabilmente anche per una prevedibilità che riscontriamo nei suoi monologhi e persino nelle sue sfuriate con gli operatori, ancora una volta, segno del suo ego smisurato. A questo ovviamente dobbiamo aggiungere una mgrande differenza rispetto al programma di Fazio che quasi sicuramente farà anche la differenza a livello di ascolti: la massiccia presenza di ospiti di un certo calibro, capaci di creare “l’evento”, quello in grado di mantenere incollato il pubblico al teleschermo. Sgarbi, almeno per questa puntata, non si è avvalso di grandi ospiti e questo sarà oggettivamente un elemento a suo sfavore, ma non è stato nemmeno capace di costruire una trasmissione solo ed esclusivamente su sé stesso, ha cercato dichiaratamente il confronto con Saviano e questo non lo premierà a livello di ascolti dal momento che non ha fatto altro che invogliare ancor di più il telespettatore a prendere il telecomando in mano e cambiare canale per ascoltare i commenti al risultato elettorale negli studi di “Exit” o, a fine serata, il buon Vinicio Capossela ospite dalla Dandini. Perché per nostra fortuna ci è rimasta almeno la buona musica a salvarci da Sgarbi, e teniamocela stretta!

Condividi!
  • Print
  • Facebook
  • Add to favorites
  • email
  • LinkedIn
  • Live
  • MySpace
  • Twitter
  • Yahoo! Buzz

Lascia un commento

Devi aver effettuato l'accesso per poter commentare.