Frammenti di Tango… Luis Bacalov illumina il tradizionale concerto di Pasqua al Carlo Felice.

Genova sceglie l’Argentina e uno dei suoi maestri per animare una città già in fermento per la presenza di Euroflora.Così il salotto buono della musica genovese lascia spazio al maestro Luis Bacalov,pianista,compositore,direttore d’orchestra o forse,molto più semplicemente musicista a tutto tondo, noto al grande pubblico soprattutto per il suo contributo nel mondo del cinema.
Scola,Damiani,Pasolini,Fellini questi sono solo alcuni dei registi che hanno scelto il compositore di Buenos Aires per caratterizzare le proprie pellicole sino a quell’incontro con Massimo Troisi e Michael Radford che lo porterà al Premio Oscar raggiunto con Il postino.
Tutto si apre con il Concierto para bandoneón uno dei pochi pezzi mai scritti per questo strumento come solista .L’atmosfera è quella dei quartieri malfamati di Buenos Aires là dove trae origine la verra essenza del tango.
Nell’opera di Astor Piazzolla c’è tutta la tradizione classica rivisitata dal celebre compositore e reinterpretata per l’occasione da Gianni Iorio.
Si prosegue con Baires I Suite dello stesso Bacalov eseguita da pianoforte, bandoneón e archi.
La chiusura è poi affidata a tutta l’orchestra al gran completo con l’ausilio del coro nella celebre Misa Tango,capolavoro del maestro
argentino che fonde testi di ispirazione puramente cattolica alle origini più popolari del tango.Opera considerata provocatoria da coloro che reputano la musica classica come l’unico genere deputato ad occuparsi di argomenti sacri.Lo sdoganamento di questa musica di origine popolare è appunto l’obiettivo principale del compositore in una scenografica preghiera in 5 atti interpretata in passato anche da tenori del calibro di Placido Domingo .
Qui Bacalov argentino di nascita ma di famiglia ebraica si rivolge all’elemento divino delle grandi religioni monoteiste e pone al centro la sacralità della musica e del tango ribattezzato spesso da lui stesso – un pensiero religioso che si suona-.Gradito quanto imprevisto anche l’assolo che il maestro concede al pubblico mettendosi al pianoforte in un classico del genere come El choclo.Buona la risposta del pubblico in termini di presenze per un evento che avrebbe senza dubbio meritato un risalto mediatico maggiore e che testimonia l’ormai cronica difficoltà del principe dei teatri genovesi ad aprirsi ad una città che ha sempre più fame di eventi.Ma ,come si dice in questi casi, questa è un’altra storia .Nel frattempo,dinanzi alla musica del maestro ,chapeau!
Scritto da: Alessandro Parodi










